E VIENI A RITIRARLO COMODAMENTE AL DISTRIBUTORE AUTOMATICO.
JEFF BRIDGES
Haley Graham ha 17 anni ed è decisamente vivace e irrequieta. Proprio a causa del suo carattere ribelle ha alle sue spalle alcuni pesanti guai con la giustizia anche se, in passato, è stata una ginnasta professionista. Dopo la sua ennesima malefatta, il giudice condanna Haley a ritornare nel duro mondo dell'agonismo e a iscriversi di nuovo alla VGA, un'accademia di atleti di Hudson, in Texas, diretta dal leggendario - ormai ex campione olimpico - Burt Vickerman. Haley dovrà superare l'iniziale ostilità delle compagne di scuola e una rigida disciplina per poter partecipare ai campionati nazionali di ginnastica artistica...e non solo. Vi ricordate Sognando Beckham? Lì la regista indiana Gurindher Chada insegnava, con una certa furbizia, che il gioco del calcio assomiglia spesso alla Vita e che lo sport può aiutare a superare le barriere razziali. La regista statunitense Jessica Bendinger risolve i problemi adolescenziali e gli scontri generazionali attraverso scelte narrative scontate: una ragazza problematica - non certo per "colpa" sua, ma sempre a causa della società indifferente ai giovani; un allenatore intransigente, ma con un ruolo paterno (o meglio, paternalistico); un gruppo di compagne che prima non accettano la ragazzina diversa e poi, invece, diventano sue complici e amiche per sempre. Situazioni banali, slang ormai ripetuti e svuotati di senso, ritmo che - come in tutti i film americani che vorrebbero scavare nel profondo ma non lo fanno - passa dalla coreografia delle evoluzioni ginniche ai primi piani sui monologhi/dialoghi indottrinanti per insegnare ai ragazzi di oggi il valore della lealtà e del gioco di squadra e per ricordare loro che, anche se si sbaglia, si può rimediare agli errori: basta rimettersi in riga oppure in fila. Come un atleta oppure come un bravo soldatino.
BBCode è Disattivato .